Prism, la prospettiva Britannica

Loz Kaye, leader del Partito Pirata britannico, ci dà una prospettiva dal Regno Unito relativamente alle rivelazioni su PRISM dell’NSA: Il senso culturale tra la gente comune nel Regno Unito va in realtà molto in contrasto con l’adozione di misure autoritarie nella privacy delle persone, scrive Kaye, e la sensazione che gli Stati Uniti stiano legalmente ignorando le libertà britanniche è inquietante. Sta a noi continuare a far pressione con tali domande per essere sicuri che non scivoliamo in una società in cui tutti noi siamo sospettabili fino a quando non dimostriamo di essere innocenti, egli scrive.

Quindi molti di noi che hanno visto il video di Edward Snowden sulle ragioni che lo hanno portato a rendere pubblico il programma PRISM, lo hanno trovato contemporaneamente commovente e inquietante. Ma credo che ciò che mi ha più colpito di quello che ha detto sia stato questo:

“Anche se non stai facendo niente di male, sei guardato e registrato. E la capacità di questi sistemi di archiviazione aumenta ogni anno sempre più … Si può utilizzare questo sistema per tornare indietro nel tempo e scrutare ogni decisione che abbia mai fatto, ogni amico col quale hai mai discusso di qualcosa … per ricavare sospetto da una vita innocente … “

Questi sono esattamente i pericoli sui quali il Partito Pirata ha messo in guardia da qualche tempo.

Naturalmente gran parte dell’attenzione nella storia di PRISM si é concentrata sugli Stati Uniti, la NSA e Obama. Ma anche il Regno Unito si trova proprio al centro di questo scandalo. Non da ultimo a causa del ruolo del Guardian nel rilasciare le fughe di notizie, ma anche a causa delle accuse dell’uso da parte dei servizi di intelligence britannici delle informazioni di PRISM.

Credo che fuori dal Regno Unito le persone hanno l’impressione che siamo tutti troppo simili agli Stati Uniti. Questo senza dubbio ha molto a che fare con la nostra volontà di partecipare a guerre con gli americani in questi ultimi anni, senza fare troppe domande. I nostri due più grandi partiti politici conservatori e laburisti sembrano quasi intercambiabili nelle loro tendenze autoritarie. Con poche, pochissime, lodevoli eccezioni. Ma siamo davvero una popolazione di vedute molto libere. Di volta in volta abbiamo respinto gli eccessi di stato. I piani per le carte d’identità nazionali, che non vengono viste come un problema in molti paesi europei, sono stati affossati dal governo entrante come troppo invadenti.

In un paese dove molti hanno ancora tende per coprire le finestre, l’idea che di routine potremmo essere “guardati e registrati” va contro il senso culturale fondamentale che la casa di un uomo e una donna inglesi sia il loro castello.

Ciò che è sconcertante è che abbiamo appena avuto un lungo dibattito pubblico su questo problema, se la raccolta delle registrazioni delle comunicazioni dei cittadini britannici sia accettabile. La legge Communications Data Bill – che non sorprende sia stata soprannominata il “Cartello dei ficcanaso” – aveva molte delle caratteristiche di PRISMA che sono molto allarmanti. E’ stata fatta uscire alla faccia della protesta degli attivisti delle libertà civili, ed è stata respinta in quanto non poteva essere sostenuta da tutto il governo.

Ma, in sostanza, tutto il dibattito che si è avuto è avvenuto su falsi presupposti. Sembra che il tipo stesso di accesso alla posta elettronica, video, i mezzi di chat e sociale sui quali sembrava ci si stesse consultando erano già utilizzati contro di noi a partire almeno dall’inizio del governo attuale. Se questo era il caso perché preoccuparsi di consultare la popolazione o il parlamento?

Il ministro degli esteri William Hague, il ministro responsabile per l’agenzia di sicurezza GCHQ, ha fatto una dichiarazione al Parlamento sulla vicenda, anche se in realtà non dice molto. Al ministro è stato chiesto direttamente da quando sapeva di PRISM. Ha rifiutato di rispondere. Ma se la risposta è dal giugno 2010 o Giovedi scorso è comunque un male per il signor Hague. Se la risposta è la prima allora sarà stato felice che sia sembrato che noi stavamo facendo una scelta democratica quando non c’era niente da scegliere. Se è l’altra allora semplicemente lui non sa cosa sta succedendo. E’ difficile decidere cosa sia peggio.

Non risponde alle domande sulla questione effettivamente importante di quale sia il modo e lo scopo della raccolta dei dati ripetutamente, citando preoccupazioni sulla sicurezza. Nessuno gli ha chiesto di rivelare i dettagli operativi o di compromettere nulla di specifico. La raccolta dei dati è proprio ciò che è stato esaminato nel Communications Data Bill, ma non è mai stato suggerito che i principi fondamentali non potevano essere discussi. Perché PRISM è diverso?

Il ministro degli Esteri ha cercato di rassicurare i legislatori che qualsiasi collaborazione fra GCHQ e la NSA avviene in un quadro giuridico rigoroso che i ministri hanno firmato. Lasciamo da parte il fatto che noi del Partito Pirata UK abbiamo una serie di riserve in merito al quadro stesso. E comunque non risponde al problema fondamentale che Edward Snowden ha portato in primo piano: cosa succede alle persone che non stanno facendo nulla di male? Mister Hague lascia stranamente i normali cittadini senza sostegno, mentre coloro che sono di interesse concreto per i servizi di sicurezza hanno più garanzie.

Nonostante il pericolo notevole nel quale deve trovarsi adesso, la più grande paura di Snowden è che non servirà a niente aver fatto queste rivelazioni. Sta a noi continuare a fare pressione con queste domande per essere sicuri di non scivolare in una società in cui tutti noi siamo sospetti fino a quando non si dimostri che siamo innocenti.

Articolo tradotto da Mauro Pirata per il Partito Pirata Italiano

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